Un’ acqua di rose, un’acqua di gerani. Ciao Valentina

Qualche giorno fa se n’è andata, dopo quasi due anni di lunga malattia, la sorella di un caro amico e compagno. È una vicenda che è stata presente nelle vite delle comunità affettive coinvolte, noi compresi, rappresentando sicuramente dolore ma anche la possibilità sempre latente della grazia, della tenacia dolce con cui condire gli istanti a prescindere da quanti ce ne restino. Decidiamo di pubblicare le parole toccanti di Angelo in memoria di Valentina sia per la loro bellezza sia perché ci ricordano come anche dietro un fatto che viene qualificato come individuale, la malattia sarebbe una colpa individuale, si muovano dinamiche sociali che riguardano tutti e tutte. L’ombra dei corpi e le parole per esprimerla, la memoria dell’acqua e la lotta per la vita.

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Grazie a tutti e tutte per essere qui oggi con noi, in questa piccola cerimonia per accompagnare Vale e darle un saluto.

E’ molto difficile per me trovare dei concetti che possano dipingere e raccontare l’identità e i colori di mia sorella. Il termine sorella di per sè mi risulta parziale perchè è stata anche una mamma per me. L’unica parola che sono riuscito a scegliere per raccontarla è “artista”. Valentina è stata un’ artista , ha scelto di essere un’artista e continua ad esserlo anche oggi.

Viviamo in un mondo e in una società che sono costruiti sulla negazione del corpo umano. Per questo in Italia ogni giorno muoiono circa 4 lavoratori sul posto di lavoro, ogni 3 giorni viene uccisa una donna, ogni 3 giorni un detenuto muore ucciso dal sistema carcere, e le istituzioni non fanno nulla per risolvere questa realtà lapidaria e grottesca. Per questo Valentina ha lottato per due anni contro gli orrori che abbiamo visto e che lei ha respirato dentro gli ospedali. Per questo dei membri del personale sanitario, maschi, riuscivano a sessualizzare il corpo di mia sorella perfino dopo un’operazione chirurgica per cui sul suo petto e sulla sua pancia c’erano 65 punti di sutura. Per questo le case farmaceutiche giocano con i corpi delle persone, trattandoli come numeri, a prescindere dalle raccomandazioni. Per questo è in corso un genocidio in diretta televisiva che ha come obiettivo chiaro e sincero lo sterminio dei bambini palestinesi. Perchè viviamo in un mondo costruito sulla negazione del corpo umano.

In questo contesto, gli artisti come mia sorella, ricoprono una funzione molto importante, preziosa, speciale, sacra. Sono coloro che, nonostanto tutto, scelgono di fare risplendere il corpo fisico, emozionale e spirituale, nello spazio, con una rabbia autentica, celebrando la vita e il corpo. Gli artisti, quelli veri, hanno il coraggio di urlare contro la negazione del corpo umano, contro la radice del problema. Per questo i bambini palestinesi non hanno smesso di cantare le loro canzoni, dopo i bombardamenti, celebrando la vita. Valentina ha deciso di essere un’ artista, fin dalla tenera età. E ha continuato ad esserlo, fino alla fine, che forse non ci sarà mai, e con la sua arte ha scelto di fare un capolavoro. In questi due anni avrebbe potuto chiudersi, isolarsi, marcire di rancore e sfogarsi contro tutto e tutti, senza pietà alcuna, e per quello che ha affrontato avrebbe avuto tutta la legittimità per farlo. Invece, con dolcezza, ha deciso di accoglierci, di coinvolgerci, di accettarci al suo fianco. Valentina ci ha trasformato come persone, ognuno di noi ha imparato cose intime e preziose che hanno rivoluzionato la nostra vita e la nostra identità, cose che ci porteremo nel cuore e nella pancia per sempre. La più grande lezione che ci ha regalato la mia sorella-mamma artista è stata di vivere il tempo come un tempo di vita, non come un tempo di morte. L’importanza di abbracciare i nostri bisogni e i nostri desideri profondi, senza perderci in cazzate superficiali. La necessità di sapere esprimere la rabbia sana, che è un sentimento umano e legittimo, che fa parte di noi. Ma più di ogni cosa, forse, Valentina ci ha insegnato come la dolcezza possa essere uno strumento generativo e rivoluzionario, un atto di responsabilità umana, capace di trasformare le persone e il mondo. La dolcezza generativa di Valentina continua a esistere nei nostri occhi, e ora inizia il bello. Chi ha avuto la capacità e il cuore di vedere mia sorella, di vederla dentro, di vedere dentro ai suoi occhi o dentro agli occhi di chi la ama, mi rivoglo a voi, adesso ha una responsabilità sentimentale ed etica molto importante. Adesso abbiamo il privilegio di potere fare tesoro di tutto ciò che abbiamo visto, che abbiamo ricevuto da questa persona, e di celebrarlo e onorarlo con le nostre azioni, con il nostro sentire, con i nostri occhi e con la nostra pancia. Abbiamo il privilegio, di scegliere di non dimenticare Valentina, e quindi di celebrare la vita che c’ha insegnato, che ha dipinto sulla nostra carne. Se la gratitudine che sentiamo supera il dolore, se come dice mia madre le lacrime si asciugano, abbiamo la responsabilità politica di continuare ciò che Valentina ha iniziato e ha deciso di regalarci, con dolcezza.

Ciao Valentina, grazie di essere stata quello che sei con noi, profumata e dolce come un’acqua di rose e un’acqua di gerani. Le nostre lotte, porteranno il tuo nome, lo sai.

Grazie